Progetto Fibroscan



Nel corso del 2009, grazie alla iniziativa della COOP Consumatori Nord-Est, è stata donata alla Medicina III dell’Arcispedale una nuova apparecchiatura denominata Fibroscan del valore di quasi 90.000 €.
Coop Conumatori Nord-Est ha contribuito all'iniziativa donando il ricavato della raccolta punti che i cittadini hanno scelto di destinare al volontariato.
Il Fibroscan è un ecografo di ultimissima generazione che consente di determinare con metodica non invasiva, e cioè senza eseguire una biopsia epatica, il grado di fibrosi del fegato e di permettere, quindi, di decidere meglio la strategia terapeutica nelle epatiti croniche.
Ma cosa è il Fibroscan? La metodica ecografica tradizionale è estremamente utile per il monitoraggio delle malattie di fegato e consente una diagnosi precoce anche dei tumori epatici; non fornisce però adeguate informazioni sul grado di “fibrosi” del fegato e cioè se la malattia (ad esempio un’epatite virale cronica) stia progredendo verso la cirrosi. La prognosi e la gestione clinica dei malati di fegato è invece sempre più influenzata da questo parametro; finora l’unico strumento per valutare la fibrosi era costituito dalla biopsia epatica, metodica tuttora in auge ed ampiamente effettuata nel nostro Reparto, ma che è invasiva, può indurre complicazioni e talora non è eseguibile per motivi tecnici (ad esempio nei pazienti con problemi di coagulazione). Per questo motivo da alcuni anni è stata creata e poi sempre più perfezionata una nuova apparecchiatura, denominata per l’appunto Fibroscan, che misura, mediante una “elastometria ad impulsi”, il grado di fibrosi del fegato e che permette, per la sua facile ripetibilità, di seguire nel tempo l’evoluzione della malattia. Questa metodica è stata ampiamente studiata in questi anni ed i risultati realmente apprezzabili sono confermati da più gruppi di ricerca tanto che attualmente la valutazione dei malati di fegato con Fibroscan è considerata di routine negli studi clinici.. Da notare che la applicazione del Fibroscan è assolutamente priva di rischi, non invasiva per il paziente e non presenta costi aggiuntivi alla acquisizione della macchina operativa.
Un utilizzo particolarmente importante del Fibroscan riguarda poi i pazienti che sono stati sottoposti a trapianto di fegato (circa sessanta pazienti sono stati sottoposti a trapianto e sono seguiti dalla Medicina III); nonostante a questi pazienti venga, infatti, trapiantato un fegato sano, molto spesso, in particolare nella cirrosi da virus C, avviene la infezione del fegato trapiantato e si assiste, di conseguenza, ad una nuova epatite cronica. Il Fibroscan consente, in maniera, come si è detto, non invasiva, di seguire con precisione la evoluzione della malattia e di intervenire, se necessario, con farmaci.
Numerosi gruppi attivi nella cura delle malattie epatiche hanno acquistato negli ultimi tempi il Fibroscan ma a Reggio Emilia nessuna struttura disponeva finora di tale attrezzatura per cui i pazienti che dovevano eseguire tale indagine erano costretti a rivolgersi altrove. Da ottobre 2009 l'apparecchiatura è in funzione presso il reparto di Medicina III dell'Arcispedale Santa Maria Nuova. Giova ricordare che il Fibroscan non è sostitutivo della ecografia tradizionale ma ne integra i risultati e presenta alcune peculiarità d’uso come sopra ricordato: determinazione del grado di fibrosi, controllo periodico della evoluzione della malattia epatica, verifica della situazione epatica prima dell’inizio di un trattamento antivirale.
Alla cerimonia di consegna, svoltasi presso la Ipercoop Ariosto, erano presenti il Direttore Generale dr. Ivan Trenti, il Direttore Sanitario dr. Iva Manghi, il Direttore della Medicina III dr. Giovanni Fornaciari, il Presidente di ASCMAD-PRORA dr. Giuliano Bedogni (ora Presidente Onorario dell'Associazione), oltre alle autorità della COOP Alessandro Borghi, presidente del distretto COOP di Reggio, e Maurizia Ognibene, responsabile delle politiche sociali. Nei vari discorsi è emersa la grande soddisfazione di tutti per il risultato ottenuto e per la possibilità, offerta grazie alla generosità dei cittadini reggiani soci della COOP, di usufruire di un nuovo e sofisticato apparecchio per la cura delle malattie del fegato. Infine è apparsa chiara in tutti i convenuti la volontà di proseguire la fattiva collaborazione fra il nostro Arcispedale e la COOP per raggiungere altri ambiziosi obiettivi.